PLATONE

PLATONE


Nato da nobile famiglia, discendente per parte di madre da Solone, sin da giovane ebbe educazione filosofica. In un primo periodo la sua attività fu rivolta a composizioni letterarie, epiche e tragiche.

A vent'anni conobbe Socrate, che lo guidò a un contatto con la filosofia. Platone si mantenne a lui fedele per tutta la vita. L'intera sua produzione, lontana dal comporsi in un sistema, volle essere un continuo approfondimento interpretativo della personalità di Socrate, l'interlocutore principale di molti dialoghi e portavoce della filosofia originale di Platone.

Già dalla giovinezza parve a Platone che la caratteristica prima del filosofo, il rapporto con la verità, potesse manifestarsi nella vita storica, fecondando e alimentando la politica, che riguarda la vita comune degli uomini. Platone fu tentato di partecipare alla vita politica della sua città, ma ci ripensò dopo tante delusioni e la morte di Socrate. Da allora a Platone fu chiaro che solo un governo guidato dai filosofi poteva essere degno di venir detto buono.


La grandezza della sua personalità, che ha costituito il punto di riferimento di una lunga tradizione, ha fatto sì che gli fossero attribuite molte opere da lui non scritte. Il rigore della filologia ottocentesca ha esasperato il problema, finendo col considerare illegittime la maggior parte delle opere. In seguito la critica moderna, tenendo maggior conto della tradizione, ha preferito operare con più cautela; servendosi delle testimonianze antiche, considerando il contenuto dottrinale e soprattutto fondandosi sulla forma linguistica, ha riaccolto come autentici parecchi dialoghi.




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